
Ricordo con affetto e gratitudine Tonino Montalto e i Briganti Calabresi, che con la loro musica e il loro spirito hanno lasciato un segno indelebile nel mio cuore. La loro passione, il loro coraggio e le emozioni che ci hanno regalato sono un patrimonio prezioso che porterรฒ sempre con me. Grazie per averci accompagnato con le vostre note e il vostro esempio, rendendo il ricordo di voi vivo e vibrante. Che la vostra musica continui a vivere e a ispirare le future generazioni.
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E' assai difficile dire quali e quanti dei canti luzzesi siano autenticamente nostri.
Forse sono pochi quelli che possono dirsi nati nel nostro paese in tempi remoti.
Molti dei canti luzzesi e, in genere, quelli che si cantano in Calabria, sono siciliani o napoletani, modificati in parte, dalla fonetica, o creati da noi sullo stampo siciliano o napoletano.
Con la costruzione del gruppo folkloristico "I briganti calabresi" Tonino Montalto, con gli altri componenti il gruppo, si รจ impegnato a ricercare canti popolari, disseppellendo frammenti di un mondo che andava lentamente scomparendo.
Gli argomenti di questi canti hanno spesso lo stesso tema: l'amore, la gelosia, la morte. La donna, in genere, รจ sempre al centro di questi canti.
A Tonino Montalto va un vivo ringraziamento per avermi dato la possibilitร di pubblicare questi canti.โโ
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di Antonio La Marca ""Attualitร del passato" pp. 70-79






Ricordoย ย i Briganti Calabresi, un gruppo folkloristico nato a Luzzi grazie a Michele Gioia.
Questa foto nel piazzale antistante l'Abbazia Cistercense della Sambucina cattura un momento speciale, con i nostri cari amici: Tonino Montalto, Michele Gioia, Franco Federico, Giuseppe Brogno e Franco Altomare.
La loro passione per la musica e la cultura calabrese ha lasciato un segno indelebile nel cuore di tutti noi.
Grazie per aver condiviso con noi la bellezza delle tradizioni e per averci regalato emozioni uniche.
Il vostro spirito vive ancora nelle note e nei ricordi che custodiamo con affetto.ย
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Erano i primi anni '70 quando Michele Gioia, Tonino Montalto, Franco Altomare e Giuseppe Brogno iniziarono un'avventura che li avrebbe portati ad esibirsi sulle piazze della Calabria e del meridione d'Italia.
Essi diffondevano il nostro patrimonio folclorico musicale con semplicitร , spensieratezza, allegria, ma nel contempo con un serio ed impegnato lavoro di ricerca.
Venivano interpellati gli anziani, facendo cantare loro i vecchi motivi popolari, spesso sconosciuti alle nuove generazioni; e poi erano registrati, trascritti e rielaborati ( cercando di renderli il piรน fedele possibile alle versioni originali).
Questo appassionato "scavo" della tradizione musicale, Luzzese in particolare e calabrese piรน in generale, costituisce (allora come oggi) l'essenza qualificante del Gruppo.
La pista tracciata non รจ mai stata abbandonata, non vi sono mai stati ripiegamenti o tentennamenti.
I Briganti hanno sempre avuto la convinzione che riscoprire e rinverdire le proprie radici culturali รจ opera utile e necessaria al fine di meglio comprendere chi siamo e dove andiamo.
In questo contesto, sono stati riscoperti e valorizzati canti sepolti nella memoria dei piรน anziani come "U Cacciaturi", "A Vecchiareddra", "Zร Monacheddra", "Sacristanieddru", che hanno riscontri oggettivi con fatti e personaggi reali.
Sulla scia della tradizione popolare, Tonino Montalto (per le parole) e Franco Altomare (per la musica) hanno composto nuovi canti in vernacolo, che ripercorrendo le vecchie piste, hanno il fascino e la musicalitร di quelli piรน antichi.
E' il caso di "Tiemvi belli" o di " Notti i gilusia". Al nucleo originario si sono aggiunti gli altri componenti, Ivano Sena, Francesco Longo e Roberto Polizzo che insieme a Tonino Montalto e Franco Altomare costituiscono l'attuale organico.
E chi ne รจ uscito (per motivi di lavoro) rimane, oltre che un caro amico, un prezioso collaboratore sempre vicino al Gruppo: รจ il caso di Michele Gioia che pur nei suoi molteplici e faticosi impegni professionali รจ rimasto sempre a contatto con l'attivitร artistica dei Briganti.
Un altrรฒ "compagno" di cordata, anch'egli componente del Gruppo per un certo periodo di tempo, รจ Fabio Pepe che ha apportato, e ancora oggi apporta, un fattivo contributo all'attivitร musicale dei Quintetto.
Insomma essere "Briganti" รจ la consapevolezza viscerale di appartenere ad un "branco", legato da vincoli profondi costituiti da una smisurata passione per la musica e per le tradizioni popolari; far parte dei Briganti significa essere complici, legati da un'amicizia "sanizza cumu chiri tiempi belli".โ
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Mario Pio Altomare
Tratto da "Il Veltro di Sambuciua" -Febbraio '98
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I BRIGANTI CALABRESI - TIEMPI BELLI
I BRIGANTI CALABRESI - NOTTI Iย GILUSIA
I BRIGANTI CALABRESI -ย A SUPPRISSATARAย
I BRIGANTI CALABRESI - GIOIA NINNELLA
I BRIGANTI CALABRESI - A PALUMMEDDRA RUSSA

I BRIGANTI CALABRESI - U CACCIATURI (ALBUM "TIEMPI BELLI")
Tonino Montalto, un artista completo che, oltre a essere un prezioso membro dei Briganti Calabresi, amava profondamente la fotografia e la videografia. Era un fotoamatore appassionato e adorava usare la sua telecamera per filmare momenti speciali, catturando ricordi e emozioni che rimarranno per sempre. La sua passione per l'arte e la cultura calabrese si rifletteva non solo nelle note che cantava, ma anche nelle immagini e nei film che realizzava con dedizione.
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Il tuo ricordo rimarrร vivo nelle nostre menti e nei nostri cuori.

Oltre all'impegno musicale e alla scrittura dei testi folk, Tonino Montalto รจ anche un fotografo legato alla comunitร di Luzzi (Cosenza). [1]
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La sua produzione: Viene descritto come un bravo fotografo locale che da oltre trent'anni cattura con il suo obiettivo il tempo, immortalando la realtร della sua comunitร . [1]
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I temi delle foto: I suoi scatti sono una dedica alle bellezze del territorio luzzese, concentrandosi sulla flora, sui paesaggi naturali, sulle tradizioni popolari, sulle architetture e sui monumenti storici. [1]
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Il legame con la tradizione: Questa attivitร di documentazione visiva cammina di pari passo con il suo storico lavoro di recupero dei canti e delle tradizioni popolari orali della Calabria. Le sue ricerche e le sue immagini sono state spesso incluse in pubblicazioni e studi antropologici e culturali locali dedicati alla memoria storica del territorio. [1]

















